Domande frequenti
Le domande che ci vengono fatte davvero, con risposte senza giri di parole. Se la tua non c’è, scrivici: risponde direttamente il team.
Che cosa vende esattamente EurekaGO?
Integrazione. Siamo un system integrator fra i tuoi dati aziendali e i nostri software proprietari: liberiamo il valore già latente nei dati e nelle competenze che un’azienda possiede, invece di vendere l’ennesimo strumento da affiancare a quelli che già fa girare. La metafora che usiamo internamente è l’allenatore, non l’attaccante.
È un prodotto di AI?
L’AI viene usata dove si merita il posto: normalizzare dati fornitore disordinati, proporre corrispondenze contro un catalogo, leggere documenti contabili. Ma il valore non è il modello, è l’accordo su cosa sia un prodotto. Un’AI che propone dentro una tassonomia su cui nessuno si è messo d’accordo produce solo sciocchezze convinte, più in fretta.
Qual è la differenza fra un verticale e un modulo?
Un modulo è un software piattaforma — KOSMOS, EIDOS, AGORA e così via. Un verticale è un settore con la propria ontologia di prodotto — BIKE,
MOTO,
FASHION — all’interno del quale i moduli, o piattaforme, comunicano fra loro sulla base di un’ontologia comune costruita da EurekaGO assieme a chi quel mestiere lo conosce bene.
Quanti verticali sono davvero operativi?
Uno. L’azienda è nata nel 2020; BIKE è sul mercato dal 2021, e
LEDGER è in fase prototipale. Gli altri otto sono architettura di marca, e sulla pagina dei verticali sono presentati come tali. Due moduli standalone girano indipendentemente su alcuni clienti fuori dal settore del ciclismo, ma questo è una cosa diversa dall’avere un secondo verticale attivo.
Devo adottare tutta la suite?
No, ma dipende da quale modulo ti interessa. I moduli standalone — contabilità, business intelligence, commerce standalone — non dipendono dal modello prodotto condiviso e possono partire da soli. I moduli di pipeline hanno bisogno del modello del verticale dietro di sé, quindi si adottano dentro un verticale, non isolatamente.
Di chi sono i dati che entrano?
I dati restano sotto il controllo di chi li ha generati. Ogni record porta con sé la sua fonte, e i diritti di governance restano all’azienda che l’ha creato. Un’economia del dato condivisa funziona solo se questo è strutturale e non una promessa commerciale, quindi è scritto nel core del sistema, proprio a garanzia della governance da parte di chi conferisce il dato.
Da dove conviene partire in una conversazione?
Dal problema, non dal modulo. Dicci quali dati hai, dove smettono di essere utili e chi è costretto a ribatterli: di solito basta per capire se ha senso, e per dirtelo onestamente se non ne ha.
Hai decenni di dati
che non si parlano fra loro?
È il problema su cui lavoriamo. Dicci cosa hai e cosa vuoi ottenere: ti diremo onestamente se ha senso e, probabilmente, ti stupirai molto presto dell’utilità delle informazioni che uno strumento ben costruito può fare emergere dai dati che hai in pancia da anni. Riuscirai a vedere e a misurare pattern che non ti saresti mai immaginato.
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